Luigi XVI castiga il parlamento di Parigi (1788)

Il conflitto tra Luigi XVI e la Parigi parlamento si intensificò per diversi mesi nel 1787 e all'inizio del 1788. Il parlamento continuò a resistere alla volontà del re e questi rispose convocando una seduta reale a Versailles il 17 aprile 1788. Il seguente documento è un estratto della sua conferenza al parlamento in quella data:

“Ho letto le vostre rimostranze e ho voluto rispondervi con tale chiarezza che non potevate dubitare delle mie intenzioni o non tenerne conto.

Era superfluo parlarmi della legge sulla registrazione e sulla libertà di suffragio. Quando incontro il mio parlamento, è per ascoltare la discussione sulla legge che vi porto e per decidere da solo circa la registrazione con tutti i fatti davanti a me. Questo è quello che ho fatto il 19 novembre scorso.

Ho ascoltato le deliberazioni. Non c'è bisogno di riassumerli se non quando non sono presente alle vostre deliberazioni... Quando sono presente, giudico da me il senso dell'incontro...

Se la maggioranza del parlamento potesse andare contro la mia volontà, la monarchia non sarebbe altro che un'aristocrazia di magistrati, tanto dannosa ai diritti e agli interessi della nazione quanto a quelli del Sovrano. Sarebbe davvero una strana costituzione che ridurrebbe la volontà del re all'equivalente dell'opinione di uno dei suoi ufficiali... Devo proteggere la nazione da una tale disgrazia...

Io, quindi, sono stato costretto a respingere il tuo decreto e ti proibisco di prendere tali misure in futuro... Questi principi devono essere alla base della tua condotta. Non permetterò mai nemmeno la loro minima infrazione”.