L'atteggiamento del Papa nei confronti delle deportazioni ebraiche (1943)

Nell'ottobre 1943 Ernst von Weizsaecker, ambasciatore di Berlino in Vaticano, presentò un breve rapporto sull'atteggiamento del Papa nei confronti delle deportazioni ebraiche:

“Il Papa, anche se si dice che sia sotto pressione da più parti, non si è lasciato costringere a nessuna dichiarazione di dimostrazione contro la deportazione degli ebrei da Roma. Sebbene possa aspettarsi che questo [silenzio] venga risentito dai nostri nemici e sfruttato dai circoli protestanti nei paesi anglosassoni a fini di propaganda contro il cattolicesimo, ha fatto tutto il possibile in questa delicata questione per evitare di tendere i rapporti con il Governo tedesco e autorità tedesche a Roma.

Come qui a Roma, è improbabile che venga portata avanti un'ulteriore azione tedesca riguardo alla questione ebraica [cioè deportazioni], la questione, che è imbarazzante per le relazioni tedesco-vaticane, può quindi essere considerata risolta.

Un segnale dell'atteggiamento del Vaticano è infatti già apparso. L'Osservatore Romano ha pubblicato in posizione di rilievo il 26 ottobre un comunicato ufficiale sull'attività di amore apostolico da parte del Papa, che recita, nello stile caratteristico del quotidiano vaticano, cioè estremamente tortuoso e vago, che il Papa dona la sua cura paterna per tutti gli uomini, indipendentemente dalla nazionalità e dalla razza. L'attività multiforme e costante di Pio XII è aumentata negli ultimi tempi a causa delle crescenti sofferenze di tanti disgraziati. Non c'è alcun motivo reale per sollevare obiezioni a questo annuncio poiché la formulazione (una traduzione è allegata) sarà considerata da poche persone come riferita specificamente alla questione ebraica.

Ernst von Weizsaecker
Ottobre 28th 1943